Bambine e bambini transgender: i libri
Negli ultimi anni si è parlato molto di “teoria gender”. Spesso in modo strumentale: come se esistesse un complotto per “indottrinare” bambine e bambini, o peggio ancora per confonderli. La realtà è molto più semplice e umana: non c’è nessuna teoria segreta, ma ci sono persone vere, famiglie vere, storie vere.
E i libri ce lo ricordano.
Ogni volta che un testo racconta l’infanzia o l’adolescenza transgender, succedono almeno tre cose importanti: una bambina o un bambino si sente visto, un genitore si sente meno solo, e chi legge dall’esterno impara a sospendere il giudizio. È questo il potere della narrazione: trasformare la paura in riconoscimento.
Quando i genitori non sanno come fare
Capita spesso che madri e padri mi contattino con la stessa domanda sulle labbra: “Come devo comportarmi?”. Hanno paura di sbagliare, non sanno se le parole del loro bambino o della loro bambina siano “solo una fase” o la prima manifestazione di un’identità profonda. Dietro quella domanda c’è sempre amore, ma anche smarrimento.
In questi casi, i libri diventano ponti. Libri che andrebbero letti soprattutto da tutti quei professionisti della salute mentale. Libri che raccontano storie di famiglie che hanno già vissuto quel cammino, offrono linguaggi per dire ciò che sembra indicibile, mostrano che non si è soli. Un genitore che legge scopre che ci sono altri genitori come lui o come lei, e che sostenere non significa spingere, ma camminare accanto.
Perché servono queste storie
Dal punto di vista psicologico, i libri sull’infanzia e sull’adolescenza transgender hanno quattro funzioni principali:
- Specchio: aiutano bambine e bambini a riconoscersi.
- Protezione: rafforzano la salute mentale, riducendo stigma e isolamento.
- Educazione: danno strumenti concreti ad adulti e pari.
- Voce: permettono di nominare vissuti che altrimenti resterebbero muti.
E non è poco. Dare un nome a ciò che si sente, soprattutto quando si è piccoli, è già terapia.
La sfida culturale
Nei paesi anglosassoni la produzione editoriale su questi temi è ormai ampia e consolidata. In Italia siamo agli inizi, e ogni libro fa notizia. Non perché “scandalo”, ma perché porta alla luce un’esperienza che troppo spesso rimane invisibile. In un contesto in cui ancora si parla di “teoria gender” come di uno spettro da temere, la pubblicazione di un memoir o di un manuale diventa un atto politico e psicologico insieme: un invito a guardare in faccia la realtà, con empatia e rispetto.
Per dare strumenti utili (e per spingerCi tutti a cercarne di sempre più nuovi e aggiornati), i libri che, secondo me, non devono mancare sono:
- Brill, S. & Pepper, R. – The Transgender Child (2008)
- Cohen-Kettenis, Peggy T. & Pfäfflin, Friedemann – Transgenderism and Intersexuality in Childhood and Adolescence: Making Choices (2003)
- Ehrensaft, D. – The Gender Creative Child (2016)
- Farias de Albuquerque, Fernanda – Princesa (1994)
- Giannone, F. – Il genere come risorsa (2020)
- Gia Parr – A Kids Book About Being Transgender (2024)
- Kobabe, Maia – Gender Queer: A Memoir (2019)
- Lemma, Alessandra – Le identità Transgender. Un’introduzione contemporanea (2023)
- Nealy, Elijah C. – Bambini e adolescenti transgender. Coltivare orgoglio e gioia nelle famiglie in transizione. Una guida per professionisti e genitori (2018)
- Salin, Léon – D’un monde à l’autre: Une histoire de transition de genre (2025)
- Vivian, C. – Mio figlio in rosa (2017)
- Narrativa per l’infanzia: albi illustrati e romanzi come George di Alex Gino (2015) mostrano protagonisti transgender direttamente a bambine e bambini, normalizzando la diversità senza filtri adultocentrici.
Buona lettura.
Francesco