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Stavo su un treno direzione sud.

Non era un viaggio di piacere e non era il migliore degli anni che una famiglia possa desiderare.

Avevo perso, per poi recuperare lentamente, la mia più grande passione per i romanzi, sostituti da libri di lavoro con copertine fintamente colorate ma tutte simili tra loro.

Mimetizzavo quei libri tra giornali di enigmistica, telefono e kit passeggeri carrozza silenzio!
Musica negli auricolari e paesaggi fin troppo conosciuti ma sempre affascinanti e malinconici.

Pensavo alle persone che incontro quotidianamente, alla fiducia che ripongono in me, allo smarrimento, a quel senso di protezione e liberazione, a quei miei ripetuti “con i tuoi modi e i tuoi tempi potrai fare e dire tutto”.

Pensavo alla musica, questo potente mezzo di comunicazione, uno dei più grandi catalizzatori che non conosce confini perché può arrivare a chiunque, ovunque e da qualunque luogo del mondo.

Pensavo che la musica non è mai un “argomento” nelle consulenze psicologiche, anche e soprattutto per Chi di musica ci vive e si “alimenta”.

Pensavo che si parla e si può parlare di tutto (e tutti) ma della musica no. I cosiddetti protocolli non inseriscono, almeno quelli di mia conoscenza, la domanda: “Ti piace la musica? Che tipo di musica ascolti? Quanta importanza ha la musica nella tua vita? Tu che musica Sei?”. Sono solo alcune delle domande che tanto avrei desiderato mi facessero i “miei” terapeuti in questi anni.

È nato tutto così. Da un pensiero che ne ha creati altri mille e che in seguito si è trasformato da una semplice idea ad un piccolo rituale.

Ogni anno, senza aver mai definito un giorno o mese specifico, chiedo alle Persone che incontro quotidianamente di indicarmi un brano musicale che per loro ha avuto o ha un significato.

Raccolgo, con cura e pazienza, i brani che faranno in seguito parte di una playlist che viene inserita sul mio profilo professionale Spotify. Questo “gioco” è piaciuto a tutti, ha stupito ed emozionato e mi ha permesso di conoscere gusti, passioni e ulteriori storie.

In questo modo ognuno può ascoltare il proprio brano scelto e quello di Altre Persone delle quali non conoscerà mai l’identità.

L’obiettivo? Non mi ero dato un obiettivo. Oggi posso dire fosse quello di conoscere Altra musica, di sentirsi Parte di un progetto comune che è e resta sempre quello del benessere psicologico. Le Persone che incontro hanno fatto e fanno una scelta, che è quella di prendersi cura di sé attraverso le parole e anche la musica.

Io auguro ad Ognuno di riconoscersi nelle proprie canzoni ma anche e soprattutto in quelle degli Altri.

Grazie per aver condiviso con me la Vostra musica.

Francesco

Ps la playlist di giugno 2024 è in fase di “lavorazione”.

 

 

 

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