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L’adolescente/mente

L’adolescente/mente

Da alcuni mesi ho ripreso “in mano” Brainstorm. The Power and Purpose of The Teenager Brain” di Daniel J. Siegel, il cui titolo tradotto in italiano è “La mente adolescente”. Ne ero rimasto affascinato anni fa perché era come se potesse chiarire tanti atteggiamenti e luoghi comuni sugli adolescenti (ed anche un po’ sull’adolescente che sono stato!).

Siegel è professore di Psichiatria alla University of California di Los Angeles nonché direttore del Mindsight Institute. L’autore, oltre a portare esempi pratici clinici e teorie come quella del cervello tripartito di MacLean, fa anche riferimento alla sua vita personale (il che rende il libro più “abbordabile”).

L’adolescenza, ci spiega Siegel, è un periodo di trasformazioni in senso fisico (la pubertà) e psicologico (l’adolescenza in sé), nel quale sia il cervello che i pensieri del giovane si modificano. Fra i 12 e i 24 anni anni si verificano cambiamenti decisivi non sempre facili da affrontare e che non possono che portare “scompiglio” nei giovani e nelle loro famiglie.

Siegel illustra i quattro macro cambiamenti decisivi dell’adolescenza che, inevitabilmente, confondono e spaventano. Proviamo a sintetizzarli ricordandoci sempre che ogni essere umano è differente e che, anche le componenti “caratteriali”, contribuiscono a questa lunga fase a dir poco “caotica”.

Cosa accade? 
1. Nasce o aumenta la curiosità e ricerca di tutto ciò che è nuovo e fino ad allora sconosciuto. Siegel fa riferimento alla questione dopaminergica che sta alla base del meccanismo e che spinge l’uomo in generale a volersi sperimentare su cose nuove, cercare sensazioni diverse per mezzo di quello che viene definito circuito di reward che “fornisce” al cervello la dopamina, arricchendo l’esperienza (affordance), che verrà ricercata di continuo per essere vissuta. Siegel parla di un livello di dopamina tendenzialmente più basso negli anni dell’adolescenza, ma con picchi più alti quando vi siano sensazioni nuove e potenti, che producono un comportamento più “impulsivo”. E’ proprio in questi anni che “mettono radici” le dipendenze, proprio a causa di questo meccanismo neurochimico nel quale la dopamina diventa protagonista assoluta.
2. Gli aspetti sociali. E’ durante l’adolescenza che si cerca di diventare autonomi (o almeno ci si sforza, spesso combattendo) dalla famiglia; progressivamente (per i genitori “dalla sera alla mattina”) si “sostituisce” il gruppo primario, quello nel quale si è nati o si è cresciuti fino ad allora, con il gruppo dei pari, che diventa unico e solo “luogo” nel quale ci si sente compresi e accettati. Tale distacco non può che portare dei veri e propri sconvolgimenti per tutti gli attori coinvolti (e sconvolti) che si sentono “strani”, persone “diverse”.
3. Le emozioni. L’adolescente (anche in questo caso la dopamina ha un ruolo fondamentale!) esegue delle valutazioni parziali sulle situazioni che vive e di ciò che intende fare, in particolare con uno sbilanciamento tra quelli che sono i “pro” e i “contro” relativi alle diverse esperienze. Siegel fa l’esempio della roulette russa, “attività” rischiosissima vissuta con gli occhi di un adulto ma che, per un adolescente, diventa gioco “con alte probabilità di vincere”, nonché un modo per mettere alla prova “coraggio” e senso di sfida verso tutto e tutti. Non a caso, è proprio in questa fase che avviene il maggior numero di incidenti spesso mortali causati da challenge pericolose e /autolesionistiche (es. Blue Whale, Fire challenge, Daredevil, Choking game, Cutting, ecc.), sfide in cui vi è un’evidente oggettivazione della donna (es. Tawawa challenge, Underboob pen challenge, ecc.), sfide in cui viene ostentata e incentivata un’eccessiva magrezza (es. Ribcage bragging challenge, Collarbone challenge, Bikini bridge, ecc.), sfide che riguardano il tema della sessualità (es. Stealthing challenge, Sexting, ecc.) o sfide che hanno come sfondo il tema dell’aggressività (es. Knockout game, Pull a pig, ecc.).
4. L’esplorazione creativa. In questa fase aumenta il desiderio e la voglia di sperimentare cose nuove che, non sempre, potrebbero essere messe in atto all’interno del proprio nucleo famigliare, spesso “di matrice” protettiva e privo di strumenti conoscitivi anche tecnici. Gli adolescenti, oggi, parlano “un’altra lingua” che imparano attraverso le serie tv, la musica e le tante informazioni acquisite sui social network, utilizzano il computer e il telefonino con una velocità inimmaginabile, attivano e disattivano account di posta elettronica o sui social network di cui spesso gli adulti non hanno mai sentito nominare, “spostano” denaro su piattaforme di trading online come esperti di finanza, acquistano e rivendono ogni Cosa materiale e non.

Gli psicologi spiegano che non è “solo un gran caos” ma fa anche parte di una fase di grande maturazione intellettuale e di maggiore consapevolezza, pur sempre però minacciata dal senso di confusione e di diffusione identitaria che con sé porta. La presenza dei genitori e, nei casi più “complessi”, di un professionista, è fondamentale in modo da accogliere le esigenze dei ragazzi anche e soprattutto quando “le cose si complicano”.

Nella Conclusione del libro, Siegel “emoziona”, perché è come se chiedesse al lettore (che può essere un professionista ma anche un genitore) di non “spaventarsi” degli adolescenti, delle loro menti o del fatto che spesso mentano (ecco il gioco di parole del mio titolo), di “entusiasmarsi”, di imparare a conoscerli, rispettandoli, proteggendoli e mettendo dei limiti quando serve.

“L’adolescenza è un momento di straordinaria integrazione – integrazione delle molteplici dimensioni di noi stessi. Durante questa importante fase della vita…andiamo alla scoperta della vera natura di noi stessi. Intessendo l’ESSENza dell’adolescenza – l’esplorazione creativa, l’intensa socialità, l’effervescenza emotiva, la ricerca di novità – nella persona che stiamo diventando, compiamo un percorso esistenziale fondamentale che non ha assolutamente fine al raggiungimento dei ventiquattro anni di età, ossia al termine del periodo adolescenziale. L’integrazione dell’identità è un viaggio che dura tutta la vita, in cui si definisce ciò che ha importanza per noi nel presente e negli anni che verranno……
Credo che il mondo abbia bisogno che noi, come abitanti di questo pianeta, smettiamo di essere così centrati su noi stessi e attuiamo un cambiamento che ci porti a restituire, a ridonare al pianeta ciò che abbiamo ricevuto. Credo sia nostro dovere aiutare gli altri e salvaguardare la Terra. E’ interessante notare come numerosi studi confermino l’idea che, aiutando gli altri, si diventi più felici e si migliori la propria salute”. (La mente adolescente, Siegel, 2014).

C’è molto “lavoro” da fare con i “nostri” ragazzi, spesso confusi, arrabbiati, persi. Siegel suggerisce di impegnarsi a passare dall’”io al noi” ma soprattutto aiutarli ed accompagnarli in questo viaggio dal “SOLTANTO IO ALL’ANCHE NOI”.

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